
13 gennaio 2012
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto per il trasferimento dei rifiuti
fuori dalla Campania. Il provvedimento rende possibile il trasporto dei rifiuti
lavorati dagli STIR (impianti di trattamento, trito-vagliatura e imballaggio)
della Campania verso altri impianti di altre regioni sulla base dell'accordo tra
i gestori degli impianti. Il trasporto dovrebbe essere possibile fino al 31
dicembre 2012 e risponderebbe inoltre alla messa in mora della Commissione Ue la
cui scadenza era fissata per domenica 15 gennaio. Il ministro dell'Ambiente,
Corrado Clini sarà per questo a Bruxelles il 25 gennaio. La normativa di settore
(D. Lgs. 152/2006, art. 182) prevede che, in via generale, la localizzazione del
sito di smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi possa avvenire, secondo
due modalità: 1) in via ordinaria vanno smaltiti nella regione dove sono
prodotti; 2) in via straordinaria e residuale possono essere trasferiti fuori
della regione di produzione sulla base di eventuali accordi regionali o
internazionali. La legislazione vigente (art. 1, comma 7-bis, del D.L. 196/2010,
come inserito dallalegge di conversione n. 1/2011) per quanto attiene la regione
Campania, ove si verifichi la non autosufficienza del sistema di gestione dei
rifiuti urbani non pericolosi prodotti, tale da non poter essere risolta con le
strutture e dotazioni esistenti nella stessa regione, prevede anche che il
Governo promuova, nell'ambito di una seduta della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
appositamente convocata anche in via d'urgenza, su richiesta della Regione, un
accordo interregionale volto allo smaltimento dei rifiuti campani anche in altre
regioni, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Nel testo
del decreto però non si fa cenno a questi accordi tra le Regioni, ingenerando il
legittimo dubbio che il trasferimento possa essere fatto indipendentemente da
queste intese. Il ministro Clini si è affrettato a precisare che i rifiuti
''vanno sì in impianti di altre regioni ma con un accordo preventivo con la
stessa regione che li riceve” e che con questo decreto il governo non ha
“intenzione di scavalcare nessuno''. Ma l’incertezza che il trasporto potrà
essere fatto senza che le Regioni possano avere voce in capitolo resta. Sarà mio
preciso impegno interpellare il neo Ministro Clini per ricevere reali
rassicurazioni in merito all'effettivo inserimento nel testo del disegno di
legge della espressione vincolante di parere da parte della Regione ricevente .
Se in questi ultimi anni sono stati fatti passi in avanti in merito
all'autonomia degli enti locali, all’autosufficienza (applicazione concetto
federalista) nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti, con la prima
stesura di questo DL torneremmo indietro di molto. Il principio di
regionalizzazione, specialmente in casi di mancata e dolosa inadempienza, dee
valere più che mai. Come Assessore Regionale all'ambiente e quale esponente
della Lega Nord sono pronto a ferme proteste o all’eventuale contrapposizione
all'arrivo dei rifiuti campani. In Veneto non arriveranno.
Maurizio ConteAssessore Regionale Veneto
Lega Nord
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